giovedì 11 dicembre 2008

Gesù cristo non è mai esistito

Emilio Bossi (Milesbo)
Gesù cristo non è mai esistito
Edizioni La Fiaccola, Ragusa, 1976.
La figura storica del Cristo è servita sempre come alibi per coprire le nefandezze, i crimini, le atrocità, i massacri, perpetrati dai preti in tutti i secoli.
La religione ha utilizzato il mito di Gesù, fermandosi nel descriverlo buono e saggio, per fare accettare alle plebi un messaggio di pace e di amore, in un mondo di contrasti e di lotte, per facilitare il compito di coloro che avevano interessi a tosarle e a mantenerle nella miseria.
Dopo duemila anni la scena non è di molto cambiata. Il p… vestito a festa che risponde al nome di Paolo VI, che viene portato in giro — in pieno secolo ventesimo — sulla stessa sedia su cui sedevano i grandi carnefici del passato, fondatori e sostenitori dell’Inquisizione, tende la mano benedicente ai grandi massacratori di oggi, accogliendo nelle sue paterne braccia gente come Pinochet, come Franco, come i responsabili dei regimi razzisti del Sud Africa. In questo modo l’ignobile vecchio di Roma compie ancora una volta la funzione di ogni religione:
nascondersi dietro le parole di pace e di amore, per condurre a compimento disegni di sterminio e di guerra.
Solo la cosciente responsabilizzazione degli individui e dei popoli potrà, nella rivoluzione, cancellare dalla storia, sia il mito “buono” del Crìsto, come tutti i pagliacci e i becchini, tutti i capi di governo e tutti i papi, che di quel mito hanno fatto uno scudo e un baluardo.

Dalla quarta di copertina

Da pagina 223
Con Cristo, necessariamente, dovrà scomparire anche il cristianesimo.
Coloro che confondono il cristianesimo col moralismo ci do-manderanno, anche in buona fede: ma che avverrà allora dell’umanità senza la benefica illusione di un mito ritenuto l’ideale dell’uomo, come da tanti si reputa Cristo? Sembrando loro che con Cristo scomparir debba anche la morale umana. Ci basta rispondere con questa altra domanda: forse che la umanità ebbe bisogno di Cristo per tutto il tempo precristiano? Eppure, ci furono società colte e civili anche prima; ci furono costumi ed esempi di morale che il cristianesimo non ha certo sorpassati; ci furono Stati potenti, ricchi, prosperi; ci furono filosofi, poeti, artisti, scienziati, giuristi, che ancora oggi si tolgono a modello, mentre, se vi furono istituzioni cattive e costumi inumani, essi non furono aboliti dal cristianesimo, bensì dalla filosofia, e mentre dal canto suo il cristianesimo aggravò i mali che già la filosofia non avesse distrutti aggiungendone di nuovi, come, per citarne alcuni soli, la lotta dell’anima contro il corpo e le persecuzioni dei credenti contro i non credenti.
Come prima del cristianesimo, così in avvenire non si avrà proprio alcun bisogno del mito « Cristo » per fare ciò che è nella natura umana di fare.
Cristo può, quindi, ritornare definitivamente in cielo, dal quale non avrebbe mai dovuto discendere in quella terra che il suo nome riempié di rovine e di pazzie.
Nessun rimpianto, da parte nostra, per questo idolo che se ne va. Anzi, la contentezza di un male che vien meno.
Ora a voi, pagani stoltamente calunniati e distrutti; a voi, ebre i ingiustamente odiati e conculcati; a voi, liberi pensatori d’ogni tempo, maniera e grado, atrocemente perseguitati; a voi tutti la riabilitazione della storia, della scienza e dell’umanità:
Cristo, il vostro detrattore; Cristo, il vostro persecutore, Cristo non è più!

1 commento:

HERMAN ha detto...

Ciao Francesco, me lo presteresti stolibro, anche in fotocopie andrebbe bene! Herman Medrano